Buoni propositi di settembre: come scegliere quelli che reggono oltre la prima settimana

Leggi l’articolo. Se senti che è il momento di fare un passo in più, puoi prenotare una call conoscitiva con me.

Grafica buoni propositi di settembre

Tabella dei Contenuti

C’è un momento, nella prima settimana di settembre, in cui ti siedi con un’agenda nuova tra le mani e la sensazione di dover già avere le idee chiare su cosa scrivere. Le vacanze sono finite da poco, la routine riprende e ti ritrovi a chiederti qualcosa che a gennaio, quando tuttə parlano di buoni propositi, spesso non ti domandi con la stessa chiarezza: cosa voglio in questo finale dell’anno?

Settembre, per molte persone, funziona come un secondo inizio, forse più vero del primo. Tra il rientro al lavoro e la ripresa degli impegni, la routine torna a essere quella di sempre e la spinta a ripartire trova un terreno già pronto, quello che a gennaio, nel pieno dell’inverno, va costruito da zero.

Il rischio, in questo momento, è scrivere un proposito che sulla carta sembra perfetto, ma che si sgretola alla prima difficoltà. Il motivo, quasi sempre, dipende dalla sua formulazione: un proposito vago non regge quando la motivazione iniziale si abbassa, anche se sei partitə con tutte le migliori intenzioni.

Laura al mare

Ciao, sono Laura Sforza, Life Strategist, Coach, Trainer e Podcaster. In questo articolo ti racconto come scegliere i buoni propositi di settembre e trasformarli in obiettivi che abbiano davvero la possibilità di durare oltre la prima settimana.

Perché settembre regge meglio dei buoni propositi di gennaio

A gennaio i buoni propositi nascono spesso da un rituale collettivo. In un periodo dell’anno in cui le giornate sono più corte e le energie più basse, ci si sente quasi in dovere di scrivere una lista di cose da cambiare o da iniziare a fare. 

A settembre, invece, la spinta è diversa perché nasce dal tornare a confrontarsi con la quotidianità dopo la pausa estiva, con l’agenda che si riempie dei primi impegni e delle prime scadenze. La motivazione in questo caso ha già qualcosa su cui appoggiarsi, invece di doversi sostenere da sola.

Questo non significa che i propositi di settembre siano più facili da mantenere. Partono semplicemente da una base più solida. La quotidianità è già ripartita e i nuovi propositi si inseriscono in una realtà concreta, fatta di ritmi, impegni e scadenze.

Un principio che sottolineo spesso con le persone che seguo è questo: la costanza conta più della motivazione e settembre offre già un contesto concreto su cui la costanza può appoggiarsi.

La differenza tra un proposito e un obiettivo ben formato

Laura scrive su agenda

La differenza tra un proposito e un obiettivo sta anche nel modo in cui lo formuliamo.

Un proposito come “voglio essere più organizzata” o “voglio finalmente prendermi cura di me” può sembrarti chiaro quando lo scrivi, ma si rivela vago proprio quando dovresti agire.

Prova a riflettere: organizzata rispetto a cosa? Prendersi cura di sé in che modo? Come puoi misurare se ci stai riuscendo?

Senza un contorno preciso, il proposito resta un’intenzione che fluttua sopra la giornata, senza mai toccarla nella pratica.

Per rendere questa intenzione più concreta, in PNL si parla di obiettivo ben formato. Significa scrivere l’obiettivo in modo che diventi qualcosa su cui puoi lavorare, non solo qualcosa in cui sperare.

Un obiettivo ben formato ha alcune caratteristiche precise. È scritto in positivo. Indica cioè quello che vuoi costruire e non quello che vuoi eliminare. “Voglio dedicare venti minuti al giorno a un’attività che mi rigenera” funziona meglio di “voglio smettere di essere sempre stancə”.

È sotto il tuo controllo diretto. Si tratta di un’azione che dipende da te e non dalla risposta di qualcun altro.

È inoltre verificabile. Hai un modo concreto per sapere se hai fatto quanto ti eri prefissatə o no, non solo la sensazione generica di “andare meglio”. È infine coerente con il resto della tua vita. Non è quindi un obiettivo che ne fa esplodere un altro appena inizi a perseguirlo.

Le regole dell’obiettivo ben formato

Perché un obiettivo sia davvero ben formato, deve avere alcune caratteristiche che lo rendono concreto, verificabile e soprattutto coerente con ciò che vuoi davvero costruire.

Noi in PNL diciamo che un obiettivo è ben formato quando:

  • Espresso in positivo: l’obiettivo deve dire cosa vuoi fare, non cosa vuoi evitare. La mente non elabora bene le negazioni, come “non voglio avere ansia”; ha bisogno di un’immagine positiva e stimolante, come “voglio sentirmi calmo e sicuro”.
  • Sensorialmente basato: devi poter vedere, udire e sentire al tatto o con le emozioni cosa accadrà quando avrai raggiunto il traguardo. Ricorda che più riesci a descrivere concretamente ciò che vuoi ottenere, più diventa facile visualizzare la situazione che vuoi raggiungere.
  • Sotto il tuo controllo: l’obiettivo deve dipendere da te, dalle tue azioni e dalle tue risorse, non dal comportamento di altre persone o dal caso.
  • Ecologico: deve rispettare il tuo equilibrio interiore, i tuoi valori e le persone importanti intorno a te. Chiediti se ci sono aspetti della tua vita attuale che rischi di perdere e se il cambiamento ti fa davvero bene.
  • Contestualizzato: devi definire dove, quando e con chi intendi realizzare il tuo obiettivo per renderlo concreto nel tempo e nello spazio.
  • Specifico e misurabile: stabilisci passi chiari, quantità precise o scadenze temporali realistiche per capire con certezza quando lo avrai raggiunto.

Il Risultato e il Purpose, prima ancora del piano

Laura parla davanti a pubblico

Nel mio lavoro quotidiano utilizzo il metodo RPM, che ho imparato da Tony Robbins. Secondo questo metodo, un obiettivo si scrive attorno a tre elementi: il Risultato che vuoi ottenere, il Purpose, cioè il motivo per cui ti importa, e il Massive Action Plan, le azioni concrete per arrivarci. 

Tieni presente che, nella scelta del proposito di settembre, i primi due contano più del terzo.

Il Risultato è la versione ben formata dell’obiettivo: specifico, positivo, verificabile.

Il Purpose è quello che lo tiene in piedi quando la motivazione iniziale scende. Si tratta della ragione più profonda per cui quel risultato per te è importante, quella che emerge quando continui a chiederti perché lo vuoi, andando oltre le motivazioni più superficiali, come “perché dovrei” o “perché si fa così a settembre”.

Ti faccio un esempio. L’obiettivo “Voglio dedicare venti minuti al giorno a un’attività che mi rigenera” funziona meglio se sai che lo fai per recuperare energia da dedicare alle persone a cui tieni e non semplicemente perché è un buon proposito da scrivere in agenda.

Una volta chiariti il Risultato e il Purpose, si passa al terzo elemento, il Massive Action Plan, cioè il piano di azioni concrete che ti permette di trasformare il proposito in qualcosa che fai davvero.

Non è sufficiente avere chiaro dove vuoi arrivare. Devi anche capire quali azioni puoi mettere in campo per avvicinarti a quel risultato e come portarle avanti nel tempo.

Ne ho scritto in modo più esteso in: Come monitorare i progressi e gli strumenti che utilizzo

L’ambiente conta quanto l’obiettivo

Anche il proposito meglio formato fatica a reggere in un ambiente che lavora contro.

L’ambiente sociale è poi altrettanto importante. Sto pensando alle persone con cui condividi le tue giornate. Chi ti sta vicino può sostenere un cambiamento oppure, senza volerlo, riportarti al punto di partenza ogni volta che qualcosa si muove. Può essere una battuta del tipo “tanto mollerai come sempre”, oppure una proposta che arriva puntualmente nell’orario che avevi scelto per dedicarti a quell’attività. 

Ricorda che parlarne con chi ti è vicino e chiedere esplicitamente lo spazio di cui hai bisogno fa parte del tuo proposito quanto mettere in pratica l’azione che hai scelto.

C’è poi l’ambiente digitale, quello con cui entri in contatto nei primi minuti della giornata, quando accendi il telefono. Se il primo gesto che compi al risveglio è scorrere notifiche, la mente entra in modalità reattiva, prima ancora che tu abbia scelto come vuoi iniziare la giornata. Spostare quel primo gesto, anche solo di qualche minuto, può cambiare il modo in cui affronti tutto quello che viene dopo.

Dove guardare prima di scegliere

Laura a evento di Tony Robbins

Prima ancora di formulare un proposito, vale la pena guardare dove, in questo momento, senti maggiormente la mancanza di qualcosa. 

Con le persone che seguo uso spesso la Ruota della Vita, uno strumento semplice che mette a confronto le diverse aree della vita, come lavoro, relazioni, salute, crescita personale e tempo per te, e mostra a colpo d’occhio quali sono più piene e quali restano scoperte.

Il proposito di settembre funziona meglio quando nasce da quella fotografia, invece che dalla prima idea che ti viene in mente o dal proposito più diffuso del momento sui social. Un obiettivo scelto guardando l’insieme della tua vita ha più probabilità di reggere, perché risponde a un’esigenza che senti e non a quello che pensi di dover volere.

Un proposito scelto così, che nasce da dove senti una mancanza e non dalla prima idea che ti passa per la testa, ha già una base più solida. Se poi l’ambiente intorno a te lo sostiene, diventa più facile portarlo avanti anche quando la motivazione iniziale diminuisce.

Se settembre per te è ancora soprattutto il momento del rientro e dell’ansia che lo accompagna, prima di pensare ai nuovi obiettivi può esserti utile leggere: Rientro dalle vacanze senza ansia e stress

Conclusione

Scegliere i buoni propositi di settembre non vuole dire riempire l’agenda di obiettivi da raggiungere. Fermati a capire cosa vuoi davvero cambiare, individua un obiettivo concreto e cerca di creare intorno a te le condizioni che ti aiutino a portarlo avanti anche quando la motivazione iniziale diminuisce.

Un proposito che nasce da qualcosa che senti davvero, che dipende dalle tue azioni e che trova spazio nella tua quotidianità ha molte più possibilità di durare oltre la prima settimana.

Se stai vivendo un momento in cui vuoi fare chiarezza, capire da dove partire e trasformare ciò che desideri in un cambiamento concreto, possiamo lavorarci insieme. Attraverso un percorso di life coaching a Milano oppure online, ti aiuterò a sviluppare maggiore consapevolezza, migliorare le tue relazioni e creare un cambiamento concreto e duraturo nella tua vita.

Domande frequenti sui buoni propositi di settembre

Perché settembre è un buon momento per fissare nuovi obiettivi?

Settembre coincide con un rientro reale nella routine, non con un rituale collettivo come il primo gennaio. La motivazione ha già una struttura su cui appoggiarsi: l’agenda, gli impegni e i ritmi che riprendono. Questo rende più facile trasformare un’intenzione in qualcosa di concreto.

Cosa significa “obiettivo ben formato” nella PNL?

È un obiettivo scritto in positivo, sotto il tuo controllo diretto, verificabile con un criterio concreto e coerente con le altre aree della tua vita. In questo modo diventa qualcosa su cui puoi lavorare concretamente ogni giorno, non solo qualcosa in cui sperare.

Cos’è il metodo RPM di Tony Robbins e come si collega all’obiettivo?

RPM significa Rapid Planning Method: Risultato, Purpose e Massive Action Plan. Nella fase in cui scegli il proposito contano soprattutto i primi due, il risultato specifico che vuoi ottenere e il motivo profondo per cui ti importa. Il piano d’azione concreto viene dopo e ti aiuta a trasformare il proposito in qualcosa che fai davvero, anche quando la motivazione iniziale diminuisce.

Perché l’ambiente conta tanto quanto l’obiettivo?

Perché anche il proposito meglio formulato fatica a reggere in uno spazio fisico, sociale o digitale che lavora contro. Un ambiente che sostiene l’obiettivo, dallo spazio in cui lavori alle persone che hai intorno fino al primo gesto che fai al mattino, può rendere più facile portare avanti ciò che hai deciso anche nei momenti in cui hai meno energia.

Come si sceglie un buon proposito di settembre?

Partendo da dove senti maggiormente la mancanza di qualcosa, non dalla prima idea che viene in mente o dal proposito più diffuso del momento. Uno strumento come la Ruota della Vita aiuta a vedere quali aree sono più scoperte, prima di decidere su cosa concentrarti.

Perché i buoni propositi spesso non reggono oltre la prima settimana?

Nella maggior parte dei casi i buoni propositi non reggono oltre la prima settimana per come sono formulati, non per mancanza di volontà. Un proposito vago o troppo ampio si sgretola appena la motivazione iniziale si abbassa, mentre un obiettivo specifico e verificabile resta un punto di riferimento anche nei giorni in cui la spinta è più bassa.

Founder La Sforza Coaching

Life Strategist | NLP Trainer | NLP Coach | NLP Coaching Trainer | Master Extraordinary Coach | Spiral Dynamics Coach® | Human Needs Coach® | EMCC EIA Senior Practitioner | Coaching Mentor | Tony Robbins Trainer | Life Coach Milano

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