Ogni sera, prima di andare a dormire, apro un’app sul telefono e scrivo tre righe su com’è andata la giornata. Lo faccio quasi sempre alla stessa ora, seduta nello stesso punto della cucina, dopo aver messo via tutto il resto. Tre righe, non di più: cosa ho fatto, come mi sono sentita e cosa voglio portare avanti domani.
Te lo racconto perché, in un modo o nell’altro, una delle domande che mi sento fare più spesso da chi seguo è: come fai a sapere se stai andando avanti? Con quale strumento capisci se il lavoro che stai facendo su te stessə sta portando da qualche parte, invece di farti girare in tondo?
Per monitorare i progressi serve imparare a fermarsi e guardare quello che è successo, senza affidarsi soltanto alla sensazione del momento. È un principio che ho imparato durante la formazione con Tony Robbins e che negli anni ho portato anche nel mio lavoro. Prima definisci dove vuoi arrivare e perché vuoi farlo, poi individui le azioni da mettere in campo e verifichi i progressi.

Ciao, sono Laura Sforza, Life Strategist, Coach, Trainer e Podcaster. In questo articolo ti spiego come monitorare i progressi nel lavoro su te stessə e ti mostro gli strumenti che utilizzo ogni giorno per farlo.
Cosa intende Anthony Robbins quando parla di monitorare i progressi
Nella formazione con Anthony Robbins il punto di partenza è spesso questo: senza un modo per guardare indietro, ogni settimana rischia di somigliare a quella prima e il cambiamento resta un’intenzione, invece di diventare qualcosa di concreto.
Lo strumento che Robbins insegna a utilizzare per definire i propri obiettivi e le azioni necessarie per raggiungerli si chiama RPM, Rapid Planning Method.
Per ogni area della vita definisci il Result, cioè il risultato che vuoi ottenere, il Purpose, il motivo per cui quel risultato è importante per te, e il Massive Action Plan, il piano delle azioni concrete che puoi mettere in campo per raggiungerlo.
Questo ti permette di avere un riferimento con cui monitorare i progressi e capire se le azioni che stai portando avanti ti stanno avvicinando al risultato.
La parte che conta ai fini del monitoraggio è la revisione quotidiana scritta: ogni giorno torni su quel foglio e registri cosa hai fatto rispetto a quello che avevi pianificato.
A questo si affianca un altro principio che uso spesso anche nel mio lavoro, il CANI, Constant And Never-ending Improvement: l’idea che il progresso nasca da un miglioramento piccolo, ripetuto e tracciato nel tempo, più che da un salto enorme o da un giorno fuori dal comune.
Il valore del monitoraggio sta proprio nella possibilità di rendere visibile un cambiamento che, giorno dopo giorno, potrebbe sembrarti troppo piccolo per essere notato.
Se non lo scrivi da qualche parte, quel piccolo miglioramento tende a sparire dalla memoria e resta solo la sensazione generica di aver lavorato tanto, senza sapere bene su cosa.
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La differenza tra motivazione e monitoraggio

Alle persone che seguo dico spesso che la costanza conta più della motivazione, perché la motivazione va e viene con l’umore della giornata, mentre la costanza rimane anche quando non ti senti motivatə.
Il monitoraggio è ciò che rende visibile la costanza quando la motivazione è bassa: nei giorni in cui non hai voglia di fare niente, guardare tre settimane di appunti e vedere che comunque hai fatto qualcosa, ogni giorno, cambia anche il modo in cui ti parli.
Senza quel dato scritto, la mente tende a giudicare la giornata di oggi come se raccontasse tutto del tuo percorso. Con quel dato, la giornata di oggi diventa un punto su una linea più lunga, che puoi guardare con più chiarezza.
La motivazione riguarda il momento che stai vivendo; il monitoraggio ti permette di guardare oltre e vedere cosa è successo nel tempo.
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Gli strumenti che uso ogni giorno per monitorare i progressi

Da qualche anno uso ogni giorno tre strumenti che ho sviluppato dentro Super Force, l’app che ho creato per portare questi principi dal Coaching alla vita di tutti i giorni.
Ognuno ha una funzione diversa e mi accompagna in un momento diverso della giornata. Insieme mi aiutano a chiarire quello che voglio ottenere, a concentrarmi sulle azioni da compiere e a rivedere quello che ho fatto.



Journal
Il primo strumento che uso per monitorare i progressi è il Journal, la stessa abitudine serale di cui ti parlavo all’inizio. Non è un diario in cui racconto la giornata per intero: è più vicino alla revisione quotidiana del metodo RPM. Scrivo cosa ho fatto, cosa ha funzionato e cosa voglio aggiustare il giorno dopo.
Il fatto di scriverlo ogni sera mi permette di non affidarmi soltanto al ricordo o alla sensazione con cui chiudo la giornata. Quando poi rileggo quello che ho scritto a distanza di settimane, riesco a vedere pattern che, dentro la singola giornata, non riuscirei a cogliere.
Posso così accorgermi di ciò che si ripete nel tempo, capire dove tendo a bloccarmi e riconoscere anche quei piccoli progressi che, giorno per giorno, rischierei di non notare.
Action Plan
Il secondo è l’Action Plan, lo strumento che utilizzo per trasformare il Massive Action Plan di Robbins in azioni concrete da portare avanti ogni giorno.
Ogni mattina scelgo tre azioni per quella giornata, legate a quello che voglio ottenere in quel periodo, e la sera controllo cosa ho portato a termine. Non è un elenco infinito di cose da fare: sono tre priorità su cui scelgo di concentrarmi, non una lista con trenta voci da spuntare.
Lavorare in questo modo mi ha aiutato a cambiare il modo in cui guardo alla mia giornata e a smettere di pensare di essere stata produttiva solo se ho fatto tante cose.
Affermazioni Quotidiane
Il terzo strumento sono le Affermazioni Quotidiane, che lavorano sul linguaggio, uno dei tre pilastri della Triade di Robbins insieme a fisiologia e focus.
Sono affermazioni potenti e motivanti pensate per iniziare la giornata con energia e positività. Le parole che scegliamo di ripetere e il modo in cui ci parliamo possono infatti influenzare il modo in cui affrontiamo ciò che succede.
Le uso al mattino, prima di aprire il Journal della sera prima, per scegliere lo stato con cui entro nella giornata invece di lasciarlo decidere al primo imprevisto.
Se vuoi capire meglio come funziona la Triade di Robbins e come interagiscono fisiologia, focus e linguaggio, ne ho scritto in modo più esteso in Impara a gestire i tuoi stati d’animo con la Triade di Robbins.



Nessuno dei tre strumenti, da solo, farebbe la differenza. Insieme, coprono tre diversi momenti del monitoraggio: le Affermazioni Quotidiane prima di agire, l’Action Plan mentre agisci e il Journal dopo aver agito.
Al mattino parto quindi dalle Affermazioni Quotidiane, poi passo all’Action Plan per scegliere le tre azioni su cui concentrarmi. La sera torno al Journal per rivedere quello che è successo e annotare cosa ho fatto, cosa ha funzionato e cosa voglio aggiustare il giorno dopo.
Se vuoi approfondire, trovi tutti questi strumenti all’interno di Super Force.
Come iniziare, se non hai mai monitorato nulla

Non serve partire da un sistema complesso. Se non hai mai monitorato i tuoi progressi, il rischio è pensare di dover registrare tutto e trasformare il monitoraggio in un altro compito da portare a termine. In realtà puoi iniziare da una sola cosa. Scegli un solo numero o una sola frase da guardare ogni giorno: per esempio, quante delle tue tre priorità hai portato a termine oppure una riga su come ti sei sentitə.
Scegli anche un momento fisso della giornata in cui farlo, sempre lo stesso. Avere un momento preciso ti evita di dover decidere ogni giorno quando farlo e rende più facile trasformare questa attività in un’abitudine. All’inizio, non è importante trovare il sistema perfetto, ma scegliere qualcosa che riesci a mantenere nel tempo.
Non giudicare i dati mentre li scrivi. Il momento in cui annoti cosa è successo non è il momento in cui decidi se va bene o no: serve prima di tutto a raccogliere quello che è successo, senza modificarlo in base a come ti senti in quel momento. La valutazione arriva dopo, quando rileggi una settimana intera e puoi vedere la forma che ha preso il percorso, invece di fermarti al singolo giorno andato storto.
Conclusione
Quello che ti ho raccontato in questo articolo è solo una parte del lavoro che faccio ogni giorno per aiutare le persone a trasformare i propri obiettivi in qualcosa di concreto e a lavorare con maggiore consapevolezza su ciò che vogliono cambiare.
Negli anni ho raccolto questo approccio anche in Super Force, la piattaforma di Life Coaching che riunisce in un unico spazio strumenti e risorse per lavorare sui propri obiettivi e sulla propria crescita personale.
Al suo interno trovi il Journal, l’Action Plan e le Affermazioni Quotidiane di cui ti ho parlato, insieme ad altri strumenti pensati per accompagnarti nel tuo percorso.
Se invece vuoi lavorare sui tuoi obiettivi con il supporto di una Coach, attraverso un percorso di life coaching a Milano oppure online, ti aiuterò a sviluppare maggiore consapevolezza, migliorare le tue relazioni e creare un cambiamento concreto e duraturo nella tua vita.
Domande frequenti su come monitorare i tuoi progressi
Quale strumento consiglia Anthony Robbins per monitorare i progressi?
Robbins insegna il metodo RPM, Rapid Planning Method: per ogni area della vita definisci il risultato che vuoi, il motivo per cui è importante per te e le azioni concrete da compiere, poi torni ogni giorno su quel piano con una revisione scritta. È questa revisione quotidiana, più che lo strumento in sé, a rendere visibile il progresso nel tempo.
Cos’è il principio CANI di Tony Robbins?
CANI è l’acronimo di Constant And Never-ending Improvement, miglioramento costante e infinito. È l’idea che il progresso arrivi da piccoli aggiustamenti ripetuti ogni giorno, non da un cambiamento enorme e improvviso, e che vada tracciato per non perdersi nella sensazione generica di “aver lavorato tanto”.
Come si monitorano i progressi personali ogni giorno, in pratica?
Scegli un solo elemento da osservare, per esempio le priorità portate a termine o lo stato emotivo della giornata, e annotalo sempre nello stesso momento. Rileggi i dati a distanza di una settimana o più, invece di giudicare ogni singolo giorno mentre lo scrivi: è con una visione più ampia che possono emergere i pattern.
Meglio affidarsi alla motivazione o monitorare i progressi in modo costante?
È meglio affidarsi al monitoraggio costante, perché la motivazione cambia con l’umore della giornata mentre un dato scritto resta. Nei giorni in cui la motivazione viene meno, avere settimane di appunti da rileggere mostra che il lavoro è continuato comunque e questo può sostenere la costanza più della spinta emotiva del momento.
Che differenza c’è tra il Journal, l’Action Plan e le affermazioni quotidiane?
Coprono tre momenti diversi del monitoraggio: le Affermazioni Quotidiane servono a scegliere lo stato prima di agire, l’Action Plan riguarda le azioni concrete mentre agisci, il Journal registra cosa è successo dopo. Usati insieme, permettono di guardare alla giornata nel suo insieme, invece di fermarsi a un solo momento.



Una risposta
Questo è uno spazio in cui potersi fermare per porsi domande e provare ad osservare le cose da un’altra prospettiva. Rispecchia esattamente la personalità di Laura e ne esalta la professionalità. Mi piace perché non dà risposte pre confezionate, e consente davvero di appoggiarvisi.