“La mia piccola mente sta sempre lì, in agguato, pronta a dirmi ciò che pensa, cosa fare e cosa provare. Dice di sapere cosa sia giusto per me, anche quando non lo è. La mia piccola mente mette sempre in discussione tutto.”
Ti riconosci in queste parole?
Se la risposta è sì, probabilmente anche la tua piccola mente si fa sentire più spesso di quanto vorresti.
Sto parlando di quella voce interiore che commenta, giudica, mette in dubbio le tue scelte o cerca di convincerti a non correre rischi.
La nostra piccola mente è sempre lì per assicurarsi di tenerci al sicuro, ma non sempre è lì per aiutarci o per renderci felici. Dobbiamo essere consapevoli della funzione della nostra mente, così da imparare a guidarla e a giocare con lei, invece di combatterla.

Ciao, sono Laura Sforza, Life Strategist, Coach, Trainer e Podcaster.
In questo articolo voglio condividere con te la storia di una mia Coachee e alcuni semplici strumenti che possono aiutarti a gestire la tua mente con più consapevolezza. Quando smettiamo di combattere contro i nostri pensieri e impariamo ad ascoltarli in modo diverso, possiamo costruire un rapporto più sereno con noi stessi.
Cos’è la piccola mente e perché cerca di proteggerci
La nostra piccola mente non identifica chi siamo, è solo uno strumento che dobbiamo imparare a utilizzare.
È programmata per tenerci al sicuro, protetti, lontano da ogni pericolo, lontano da tutto ciò che non è familiare, da tutto ciò che è diverso e da tutto ciò che rappresenta un cambiamento.
Questo meccanismo è profondamente radicato in noi. La mente cerca costantemente di interpretare ciò che accade intorno a noi e di proteggerci dalle situazioni che percepisce come rischiose, incerte o imprevedibili. Il problema è che non sempre ciò che è nuovo rappresenta davvero un pericolo.
Spesso la nostra mente reagisce allo stesso modo sia davanti a una minaccia reale che davanti a una nuova opportunità. Un cambiamento professionale, una nuova relazione o una scelta importante possono far emergere dubbi, paure e resistenze che ci spingono a rimanere nella nostra zona di comfort.
Per questo è importante imparare a osservare la nostra mente senza credere automaticamente a tutto ciò che ci racconta.
Ricorda la frase: “La mente, mente!”
Spesso ciò che la nostra piccola mente sta cercando di fare non è ostacolarci, ma proteggerci. Comprendere questo meccanismo è il primo passo per imparare a gestire la mente in modo più consapevole.
Quando il dialogo interiore diventa un ostacolo
Recentemente ho lavorato con una mia Coachee, una giovane ragazza di nome Selvaggia. Ogni giorno, al suo risveglio, saliva sul ring e cominciava a combattere con la sua mente.
Durante le nostre sessioni le frasi che le sentivo pronunciare più frequentemente erano:
“Tutti i miei ostacoli sono a livello mentale.”
“La mia voce interiore mi martella.”
“È come se avessi una persona accanto a me, tutto il giorno, che mi rimprovera continuamente.”
“Mi domando spesso dove vuole portarmi la mia testa.”
“Tutti questi pensieri mi tormentano e mi ostacolano.”
“L’altro giorno la mia testa ha avuto la meglio ancora una volta.”
“Lei mi dice di non fare una cosa, crea un totale annebbiamento, e io non la faccio.”
“Ho sempre questo mio dialogo interiore che mi disturba.”
“Non so cosa stia succedendo alla mia testa, lotta continuamente contro di me.”
“Mi sento imprigionata in questa scatola che è la mia testa.”
“Non deve vincere lei, devo vincere io.”
Per Selvaggia la sfida più grande non erano le situazioni che viveva ogni giorno, ma la continua lotta con la sua mente, quel dialogo interiore che sembrava accompagnarla in ogni momento della giornata.
Ti capita mai di avere pensieri simili?
Imparare a gestire la mente per stare finalmente bene
L’obiettivo più grande di Selvaggia era quello di vincere la sua testa, cambiare la sua mente e imparare a utilizzarla a proprio vantaggio. Voleva trovare la forza necessaria per raggiungere il suo scopo: modulare i pensieri che la ostacolavano e imparare a gestire la sua mente per stare in pace e per stare finalmente bene.
Selvaggia ha quindi cominciato a lavorare con la sua piccola mente.
Ha imparato a ringraziarla ogni volta che provava a proteggerla, perché oggi sa che quello è il suo compito. Ha imparato a dirle che comprende il suo buon intento, che capisce e apprezza quello che sta cercando di fare e che sa che sta solo cercando di tenerla al sicuro. Ha anche imparato a dirle che adesso può farcela da sola, perché ora è in grado di gestire la situazione, di affrontarla e di superarla.
Prova anche tu a dire “grazie” alla tua piccola mente per tutte le volte che ha voluto proteggerti. Dille che capisci e apprezzi quello che sta cercando di fare. In fondo, sta solo cercando di tenerti al sicuro. Prova a dirle che adesso puoi farcela e che non deve preoccuparsi per te, perché sai gestire la situazione.
3 step per imparare a gestire la tua mente
Anche tu puoi imparare a riconoscere la tua piccola mente e a gestirla in modo diverso. Ecco da dove iniziare.
Diventa consapevole dei tuoi pensieri
Diventa consapevole dei tuoi pensieri. Riconosci quando sono potenzianti e quando sono depotenzianti.
Alcuni pensieri ci aiutano infatti ad andare avanti, ci incoraggiano e ci fanno sentire capaci di affrontare una situazione. Altri, invece, alimentano dubbi, paure e insicurezze, portandoci a restare fermi.
Quando la tua piccola mente si fa sentire, prova a domandarti: è questa la verità?
Spesso il semplice fatto di mettere in discussione quel pensiero può aiutarti a osservare la situazione da una prospettiva diversa.
Dai un nome alla tua piccola mente
Dai alla tua piccola mente un nome divertente. Selvaggia, per esempio, l’ha soprannominata “La Mia Piccola Impicciona”.
Dare un nome alla tua piccola mente può aiutarti a riconoscerla quando si fa sentire e a prendere le distanze dai suoi pensieri. Invece di identificarti completamente con ciò che ti sta dicendo, puoi osservarla con maggiore leggerezza e ricordarti che quella voce non definisce chi sei.
Interrompi gli schemi mentali limitanti
Sorveglia la tua mente e sorprendila sul fatto. Interrompi il suo schema in modo semplice, trasformando il suo linguaggio.
Quando riconosci un pensiero che ti limita, prova a chiederti come potresti riformularlo in modo più utile e costruttivo.
Per esempio:
Non posso farlo, è troppo difficile.
Posso farlo, dividendolo in più piccoli passi.
Loro lo stanno facendo meglio di me, io sono un fallimento.
Ammiro il loro successo, cosa posso imparare da loro?
Odio il mio corpo e come sembro.
La mia apparenza non definisce il mio valore. Il mio corpo mi permette di fare le cose che amo.
Dovrei essere molto più avanti nella mia vita, adesso.
Sono nel mio personale cammino. Cosa posso fare oggi per avvicinarmi ai miei obiettivi?
Sono stupido/a. Non avrei dovuto fare questo errore.
Stavo facendo del mio meglio allora. Cosa posso fare in modo diverso nel futuro?
Cosa succede se fallisco?
Cosa succede se ce la faccio?
E se vado e non mi diverto?
E se passerò il miglior momento della mia vita?
E se niente di tutto questo valesse la pena?
E se potessi creare il mio scopo?
E se non sarò mai abbastanza bravo?
E se lo fossi già?
Cosa succede se non raggiungerò mai questo obiettivo?
E se fare del mio meglio fosse già più che abbastanza?
Coaching e gestione della mente: perché avere un metodo fa la differenza
La consapevolezza è importante, ma spesso non basta. Attraverso il Coaching impariamo a riconoscere quando la nostra piccola mente si fa sentire e a gestirla in modo diverso, un passo alla volta.
In una delle ultime sessioni, Selvaggia mi ha detto:
“Ieri, appena la mia mente ha cominciato a parlare, mi sono messa a ridere, e lei, automaticamente, ha cambiato lo schema, la mia testa ha finalmente agito per il mio bene e per la mia serenità, passando da uno stato depotenziante a uno stato potenziante e questo oggi lo voglio celebrare. Il Coaching mi ha dato un metodo. Adesso, sono io la mia voce!”
Selvaggia ha imparato ad allinearsi con la sua mente e a reindirizzarla, apprezzandola, onorandola e rispettandola. Oggi è consapevole che la sua piccola mente cercava solo di aiutarla.
Ha ripreso la sua vita nelle proprie mani, sa cosa vuole raggiungere e sa cosa vuole ottenere.
Invece di reagire passivamente, oggi è in grado di agire in modo proattivo, costruendo una vera alleanza con la sua piccola mente per raggiungere i propri obiettivi.
Quello che diciamo ad alta voce è importante, ma è quello che sussurriamo a noi stessi che fa la differenza più grande.
Conclusione
Adesso festeggia, accendi la musica e balla!
Ogni volta che scegli di guidare la tua piccola mente invece di lasciarti guidare da lei, stai facendo un passo nella direzione che desideri. Ricorda che il cambiamento non avviene tutto in una volta, ma nasce dalle piccole azioni che ripetiamo giorno dopo giorno.
Quello che alleniamo e pratichiamo ripetutamente è ciò che emerge automaticamente in noi.
“Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.”
Mahatma Gandhi
Se senti che la tua piccola mente sta ancora prendendo il sopravvento e vuoi imparare a gestirla in modo diverso, prenota la tua sessione di Coaching con me.
Domande frequenti sulla gestione della mente
Cos’è la piccola mente?
La piccola mente è quella voce interiore che commenta, giudica, mette in dubbio le nostre scelte o cerca di convincerci a non correre rischi. È programmata per tenerci al sicuro, lontano da ciò che è diverso, non familiare o rappresenta un cambiamento.
Perché la nostra mente cerca di proteggerci?
La nostra mente cerca costantemente di interpretare ciò che accade intorno a noi e di proteggerci dalle situazioni che percepisce come rischiose, incerte o imprevedibili. Il problema è che non sempre ciò che è nuovo rappresenta davvero un pericolo.
Come imparare a gestire la propria mente?
Il primo passo è diventare consapevoli dei propri pensieri e riconoscere quando sono potenzianti e quando sono depotenzianti. Puoi anche imparare a dare un nome alla tua piccola mente e a interrompere gli schemi mentali limitanti, trasformando il suo linguaggio.
Come smettere di combattere con la propria mente?
Invece di combattere contro i pensieri, possiamo imparare ad ascoltarli in modo diverso. Può essere utile ringraziare la nostra piccola mente per il suo buon intento e ricordarle che sappiamo gestire la situazione e affrontarla.
Come cambiare i pensieri che ci limitano?
Quando riconosci un pensiero che ti limita, puoi chiederti come riformularlo in modo più utile e costruttivo. Interrompere lo schema mentale e trasformare il linguaggio può aiutarti a passare da uno stato depotenziante a uno stato potenziante.


