Durante le mie sessioni di Coaching mi ritrovo spesso a parlare di giudizio.
Giudicare è un comportamento naturale dell’essere umano: ci aiuta a valutare persone, situazioni ed esperienze, per capire se ciò che abbiamo davanti può rappresentare un pericolo oppure no.
La mente umana è infatti strutturata per proteggerci e mantenerci al sicuro ed è anche per questo che tendiamo a giudicare.
È molto diverso dal criticare, parlare male o sentenziare. Eppure è proprio questo che, spesso, facciamo con il mondo intorno a noi e, molte volte, anche con il nostro mondo interiore.
Recentemente, lavorando con una cliente, mi sono ritrovata a riflettere ancora una volta su questo schema e su come smettere di giudicare(si): un meccanismo che, nonostante il lavoro su di sé, tende a ripresentarsi.

Ciao, sono Laura Sforza, Life Strategist, Coach, Trainer e Podcaster. In questo articolo, ti parlo di giudizio e leadership, di come il giudizio influenza il nostro modo di pensare e di agire e di quanto sia importante imparare a trasformarlo per sviluppare una leadership più efficace, consapevole e autentica.
Perché giudicare è un comportamento naturale
Voglio farti una domanda: qual è il tuo rapporto con il giudizio? Ti sorprendi a giudicare e a criticare il mondo che ti circonda e magari, a volte, anche te stessə?
Quello del giudizio è un tema importante nella vita di tutti noi, che ha caratterizzato anche il mio percorso di crescita personale e il viaggio di formazione che mi ha portata a essere quella che sono oggi.
Per una Coach come me è fondamentale sospendere il giudizio per poter essere di supporto e di aiuto ai miei Coachee e per accogliere, apprezzare e comprendere il loro mondo interiore, così da poterli guidare e sostenere nel loro viaggio di trasformazione, evoluzione ed espansione.
Come detto prima, però, giudicare, se finalizzato a proteggerci e ad aiutarci a capire se una situazione può rappresentare un pericolo per la nostra sopravvivenza, è un comportamento naturale.
Le paure primarie e il loro legame con il giudizio

Lo schema comportamentale del giudizio è spesso associato a quelle che Tony Robbins, mio Maestro e Mentore, definisce le nostre paure primarie: la paura di non essere abbastanza e, di conseguenza, la paura di non essere amati.
Nel percorso di formazione per diventare Trainer nel mondo Robbins ho sentito spesso parlare di leadership, di giudizio e di paure primarie: tre concetti profondamente correlati tra loro, perché è proprio da queste paure che nasce il nostro bisogno di difenderci e, spesso, anche la tendenza a giudicare.
Comprendere questo legame è fondamentale per capire perché, a volte, reagiamo in modo automatico e ci chiudiamo nel giudizio.
Giudizio e leadership: perché non puoi influenzare se giudichi

Sai qual è la definizione di Leadership?
La Leadership è la capacità di influenzare in modo significativo i pensieri, i sentimenti, le azioni e i comportamenti di coloro che guidi.
Ed eccoci al punto: come dice Tony, “Non puoi influenzare qualcuno quando lo stai giudicando.”
Durante un seminario chiamato Leadership Academy, in cui stavo servendo proprio nel ruolo di Leader, sono ricaduta anche io nel pattern del giudizio e della critica, nonostante tutti i percorsi di crescita personale e i corsi di formazione fatti.
Considerato il ruolo da me rivestito nel seminario, ho voluto chiedere un confronto immediato con una mentore per capire meglio quello che stava succedendo. Quando le ho raccontato il comportamento che avevo messo in atto, è arrivata la domanda cruciale: “Quante volte hai criticato te stessa negli ultimi giorni?”
Se si ricade in questa abitudine comportamentale, significa che non si è ancora smesso di metterla in atto proprio con sé stessi.
In quel momento mi è stato chiaro che non potevo influenzare davvero i miei pensieri, le mie azioni e i miei comportamenti, se continuavo a giudicarmi e criticarmi.
La mia mentore, infine, mi ha detto: “È l’ampiezza della capacità della tua Leadership che conta. Se vuoi procedere con il cambiamento di questa abitudine devi cominciare da te stessa e con te stessa.”
Se vuoi approfondire cosa significa davvero essere un leader, puoi leggere: Leadership: le 7 caratteristiche che definiscono un leader
I livelli della leadership: partire da sé stessi

Ci sono 4 livelli per misurare lo sviluppo della tua Leadership, in base alla tua capacità di influenzare:
- Il primo livello riguarda la tua capacità di influenzare te stessə: puoi influenzare te stessə costantemente per un bene superiore, guidando i tuoi pensieri, le tue azioni e i tuoi comportamenti.
- Il secondo livello riguarda la tua capacità di influenzare un’altra persona: puoi influenzare costantemente una persona al tuo livello attuale, nel modo di pensare, di agire e di vedere le cose.
A questo livello sei un bravo genitore, un grande amico o un eccellente mentore. - Il terzo livello riguarda la tua capacità di influenzare un gruppo di persone: puoi influenzare molte persone contemporaneamente, guidando e dando direzione a un gruppo.
A questo livello sei un ottimo insegnante, un manager esemplare o un grande Leader di gruppi. - Il quarto livello riguarda la tua capacità di influenzare un gruppo di persone anche senza la tua presenza: puoi influenzare molte persone anche senza essere fisicamente presente, attraverso ciò che hai trasmesso e costruito.
Puoi influenzare qualcuno solo al livello che hai sviluppato e puoi farlo partendo da un concetto imprescindibile: “Non puoi influenzare qualcuno quando lo stai giudicando.”
Leadership personale: il cambiamento parte da te
Nel mondo Robbins si dice: “Lead yourself first!”
Guida te stesso per primo!
Il pattern del comportamento da cambiare per primo era il mio.
È proprio da qui che inizia la Leadership personale: dalla capacità di osservare sé stessi, riconoscere i propri schemi e scegliere consapevolmente di trasformarli.
Non possiamo pensare di influenzare gli altri, se per primi non siamo in grado di guidare noi stessi, soprattutto nel modo in cui ci giudichiamo e ci parliamo ogni giorno.
L’antidoto al giudizio: apprezzamento e gratitudine

A questo punto, probabilmente ti starai chiedendo: “adesso cosa devo fare? Come posso fare una grande differenza nella mia capacità di influenzare positivamente me stesso e, di conseguenza, anche gli altri?”
Ti chiedo allora: qual è, secondo te, l’antidoto al giudizio e alla critica?
Con il tempo, ho imparato che l’antidoto alla critica e al giudizio è l’Apprezzamento.
L’Apprezzamento è il riconoscere e attribuire un pregio, il saper trovare la bellezza nelle cose e nelle persone, anche nei dettagli più piccoli, degni di essere valorizzati.
Questo nuovo comportamento conduce all’apertura: verso l’amore, la gratitudine, la comprensione e l’accettazione.
È un’azione che parte da dentro di noi, per noi stessi, e che poi si riflette naturalmente all’esterno, nelle relazioni con gli altri.
Trova sempre qualcosa da apprezzare, anche di piccolo, in te stesso e negli altri, e trasforma questo gesto in una nuova abitudine così potente da non cadere più nel vecchio schema.
Quando inizi a provare queste nuove emozioni e questi sentimenti, diventa infatti sempre più difficile ricadere nella critica e nel giudizio.
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Come trasformare il giudizio in apertura e apprendimento

La cliente di cui ti ho parlato all’inizio mi ha raccontato che avrebbe dovuto partecipare a un corso che le era stato regalato a Natale. Non ne aveva voglia e riteneva la docente insopportabile e antipatica, ma si trovava comunque nella condizione di doverci andare.
Mentre parlava, si è accorta da sola che stava criticando e che questo atteggiamento le stava provocando una totale chiusura verso ciò che avrebbe dovuto affrontare.
In qualità di Coach, era importante aiutarla a vedere la situazione da un’altra prospettiva, per prepararsi a vivere il corso in modo diverso e imparare il più possibile.
Le ho chiesto di pensare a quella docente e di trovare in lei un piccolo dettaglio, anche minimo, da apprezzare.
Nel momento in cui lo ha fatto, la sua attitudine nei confronti del corso è cambiata radicalmente: si è aperta all’ascolto e alla possibilità di apprendere davvero da quell’esperienza.
Qualche giorno dopo mi ha chiamata e mi ha detto: “Il corso è stato bellissimo, lei è bravissima e io ho imparato tantissimo. Ho capito che quando apprezzi non puoi fare altro che aprirti e accogliere.”
È proprio qui che si vede quanto il modo in cui gestiamo il giudizio influenzi anche la nostra leadership.
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Strategia pratica per smettere di giudicare

Cambiare questo comportamento e passare dal giudizio all’apprezzamento non è semplice.
È però un passaggio fondamentale nel lavoro su giudizio e leadership.
Per questo voglio condividere con te una strategia pratica che ho utilizzato personalmente dopo aver parlato con la mia mentore.
Ero davvero motivata a interrompere il vecchio comportamento, nocivo per me e per le persone intorno a me, ed ero decisa a mettere in pratica un nuovo modo di agire, guidato dall’apprezzamento e dall’amore.
Sono quindi passata immediatamente all’azione: ho preso un nastro di tessuto e ne ho fatto un braccialetto. Ho scritto da un lato “NO Giudizio” e dall’altro “Gratitudine & Apprezzamento” e l’ho indossato.
Ogni volta che mi sorprendevo a giudicare e criticare me stessa, prendevo il braccialetto e lo spostavo da un polso all’altro, accompagnando questo gesto con uno di apprezzamento e amore nei miei confronti. Mi dicevo una parola o una frase amorevole e facevo un piccolo atto di riconoscimento, anche solo una semplice pacca sulla spalla, per valorizzare quello che stavo trasformando.
All’inizio spostavo il braccialetto molto spesso. Poi, a un certo punto, è rimasto a lungo sullo stesso polso e, anche quando ho smesso di spostarlo, non ho mai smesso di compiere quei piccoli gesti quotidiani di apprezzamento e amore verso me stessa.
Un giorno l’ho tolto dal polso e l’ho appoggiato sulla mia scrivania, sotto al computer, davanti ai miei occhi. È ancora lì oggi, per ricordarmi il percorso fatto e il passaggio al livello successivo.
Conclusione
Oggi mi ritrovo ad amarmi e ad apprezzarmi anche in ciò che prima faticavo ad accettare e sono soddisfatta di aver raggiunto il mio obiettivo più alto: mettermi al servizio dei miei clienti con apertura, comprensione e profondo rispetto per il loro mondo interiore.
È così che posso svolgere il mio lavoro al massimo del mio potenziale, applicando la sospensione del giudizio nelle sessioni con i miei Coachee.
Trova anche tu, ogni giorno, quella piccola cosa che puoi apprezzare in te e negli altri: è da lì che nasce un cambiamento autentico. Trasformando il giudizio in apprezzamento, potrai sviluppare una leadership più consapevole, efficace e allineata a chi sei davvero.
Prenota una sessione di Coaching con me e iniziamo insieme questo percorso.
Domande frequenti sullo smettere di giudicare(si)
Perché tendiamo a giudicare gli altri?
Giudicare è un comportamento naturale dell’essere umano. La mente è strutturata per proteggerci e mantenerci al sicuro e, per questo, tendiamo a valutare persone, situazioni ed esperienze per capire se ciò che abbiamo davanti può rappresentare un pericolo oppure no. È importante distinguere questo meccanismo dal criticare, parlare male o sentenziare.
Come si fa a smettere di giudicarsi?
Quando ci si sorprende a giudicare e criticare sé stessi, si può sostituire questo comportamento con un gesto di apprezzamento e amore verso di sé. Una strategia che utilizzo consiste nell’indossare un braccialetto con scritto “NO Giudizio” da un lato e “Gratitudine & Apprezzamento” dall’altro. Quando mi capita di giudicare me stessa lo sposto da un polso all’altro, accompagnando questo gesto con uno di apprezzamento e amore nei miei confronti.
Come si può smettere di giudicare una persona?
Sospendere il giudizio permette di accogliere, apprezzare e comprendere il mondo interiore dell’altra persona. Un modo per farlo è cercare qualcosa da apprezzare, anche di piccolo. Questo può cambiare il nostro atteggiamento e permetterci di aprirci all’ascolto e alla possibilità di apprendere.
Cosa usare al posto del giudizio e della critica?
L’antidoto alla critica e al giudizio è l’apprezzamento. Significa riconoscere e attribuire un pregio, trovare la bellezza nelle cose e nelle persone, anche nei dettagli più piccoli. L’apprezzamento conduce all’apertura verso l’amore, la gratitudine, la comprensione e l’accettazione.
Che relazione c’è tra giudizio e leadership?
Giudizio e leadership sono strettamente legati perché, come dice Tony Robbins, “Non puoi influenzare qualcuno quando lo stai giudicando.” Per sviluppare la propria Leadership è quindi necessario partire da sé stessi, imparando a guidare i propri pensieri, le proprie azioni e i propri comportamenti.


